Truffe ricorrenti nella Finanza Agevolata

Truffe ricorrenti nella Finanza Agevolata

Truffe finanza agevolata e evitarle

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Introduzione

La finanza agevolata rappresenta un’opportunità significativa per le imprese, specialmente per le PMI e le startup, di ottenere finanziamenti a condizioni vantaggiose. Tuttavia, il processo può essere insidioso a causa delle numerose truffe che circolano. Questo articolo mira a informare sulle truffe più comuni nella finanza agevolata e a fornire soluzioni pratiche per evitarle.

Perché poche aziende ottengono i contributi?

Secondo il Sole24Ore, solo il 23% delle aziende italiane ottiene il contributo richiesto. Questo dato indica che non solo le aziende italiane non chiedono abbastanza contributi (il 40% resta inutilizzato in Europa), ma anche quando li chiedono, spesso commettono errori. La burocrazia è sicuramente un ostacolo, ma un altro problema fondamentale è la mancanza di consapevolezza delle opportunità offerte dalla finanza agevolata e il fatto che molte aziende non si rivolgono ai consulenti giusti​.

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Truffe comuni nella finanza agevolata

Proposta di bandi senza spiegazione di allocazione risorse.
Descrizione: Una delle truffe più frequenti consiste nel proporre bandi interessanti senza fornire dettagli su come allocare correttamente le risorse. Questo può portare a errori nella distribuzione del budget e, di conseguenza, al rifiuto del progetto da parte dell’ente erogatore.

Esempio: Immagina di investire il 70% del tuo budget in marketing, mentre il bando permette solo il 30%. Senza una corretta allocazione delle risorse, il progetto verrà inevitabilmente rifiutato per spese non ammissibili​​.

Cosa fare: È cruciale comprendere in dettaglio cosa è ammesso e in che percentuale. Collaborare con consulenti esperti che possano fornire informazioni accurate è fondamentale per evitare questi errori​​.

Bando inesistente.
Descrizione: Alcuni consulenti propongono bandi che non esistono realmente, non fornendo riferimenti ufficiali o link alle pagine degli enti competenti.

Caso d’uso: I consulenti potrebbero chiedere un pagamento anticipato per la loro consulenza senza fornire prove dell’esistenza del bando.

Cosa fare: Sempre chiedere il link ufficiale del bando e verificare l’esistenza del bando sul sito dell’ente erogatore​.

Spese non ammissibili
Descrizione: Altri consulenti potrebbero proporre bandi non adatti alle spese specifiche del cliente, inducendo a credere che tutte le spese siano ammissibili quando in realtà non lo sono.

Caso d’uso: Un imprenditore investe in immobilizzazioni immateriali (come software o brevetti) senza sapere che il bando copre solo immobilizzazioni materiali (come impianti e macchinari).

Cosa fare: Verificare sempre quali spese sono ammissibili nel bando. Le spese ammissibili variano a seconda del bando e del settore specifico

Soluzioni pratiche per evitare le truffe

Conoscere in dettaglio cosa è ammesso e in che percentuale Importanza: Evitare errori di allocazione delle risorse è essenziale per il successo del progetto.

Consiglio: Collaborare con consulenti esperti che possano fornire informazioni dettagliate e accurate. Un consulente ben informato può aiutare a navigare le complessità dei bandi di finanza agevolata​​.

Utilizzare risorse affidabili: Siti web istituzionali, banche dati online, e consulenti specializzati sono risorse affidabili per trovare informazioni accurate sui bandi disponibili.

Esempi di risorse: Siti della Commissione Europea, Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia, siti Statali e Regionali

Verificare sempre la validità del bando: Controllare la presenza del bando sui siti ufficiali degli enti competenti e richiedere documenti che attestino la legittimità della proposta è fondamentale per evitare truffe​​.

Collaborare con consulenti affidabili: I consulenti possono guidare le imprese nella scelta dei bandi appropriati, aiutare nella preparazione della documentazione e supportare durante tutto il processo di candidatura. Questo aiuto è indispensabile per navigare le complessità e aumentare le possibilità di successo.

Conclusione

In conclusione, essere ben informati e utilizzare risorse affidabili sono le chiavi per evitare truffe nella finanza agevolata. Collaborare con consulenti esperti può fare la differenza tra il successo e il fallimento di un progetto. Non esitate a consultare professionisti di fiducia e a verificare sempre le informazioni sui bandi.

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Resto al sud 2.0

Da Resto al Sud a Resto al Sud 2.0: ecco tutte le novità del Bando

Da Resto al Sud a Resto al Sud 2.0: ecco tutte le novità del Bando

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Introduzione

Con il Decreto coesione del 01/05/2024 è stata introdotta la misura “Resto al Sud 2.0” per promuovere la creazione di nuove attività nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre che nei territori delle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.

“Resto al Sud 2.0” si basa sulla storica misura “Resto al Sud”. La nuova versione del programma di Invitalia non sostituisce la precedente, che rimane ancora valida, e sarà a breve regolamentata da un provvedimento specifico (si è in attesa dei decreti attuativi). Il bando mira a sostenere la creazione di nuove attività imprenditoriali nelle regioni meridionali, apportando modifiche significative rispetto alla versione precedente. L’obiettivo principale è stimolare l’autoimprenditorialità e favorire lo sviluppo economico nelle aree del Mezzogiorno.

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Principali Cambiamenti tra Resto al Sud e Resto al Sud 2.0

Il cambiamento più significativo introdotto dal bando Resto al Sud 2.0 riguarda l’agevolazione economica. In precedenza, il contributo copriva il 100% dell’importo complessivo del programma di spesa attraverso un mix di finanziamento a tasso agevolato e contributo a fondo perduto. Ora, il contributo copre il 75% del programma di spesa per importi tra €20.000 e €120.000 e il 70% per importi tra €120.000 e €200.000, interamente a fondo perduto. Inoltre, viene erogato un ulteriore voucher di €40.000 per i servizi di avvio di impresa, consulenza e marketing.

Tabella comparativa e i principali cambiamenti

Differenze tra Resto al Sud e Resto al sud 2.0

Beneficiari e requisiti

Il bando Resto al Sud 2.0 si rivolge a giovani aspiranti imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Un requisito fondamentale per accedere alle agevolazioni è la condizione di disoccupazione: i candidati non devono avere alcun contratto di lavoro attivo al momento della presentazione della domanda. Inoltre, il bando è aperto a chi risiede nelle regioni del Mezzogiorno, o è disposto a trasferirsi in una di queste regioni.

Tipologia di Interventi Ammissibili

Sono finanziabili vari tipi di progetti e attività, tra cui:

  • Avvio di attività autonome e imprenditoriali
  • Attrezzature e macchinari
  • Servizi di consulenza e marketing
  • Formazione per l’avvio di impresa
  • Tutoraggio per supportare i beneficiari nella gestione dell’attività

Agevolazioni e Incentivi a fondo perduto

Il Resto al Sud 2.0 prevede diverse forme di agevolazione:

  • Contributo a fondo perduto che copre il 75% dei programmi di spesa tra €20.000 e €120.000
  • Contributo a fondo perduto che copre il 70% dei programmi di spesa tra €120.000 e €200.000
  • Voucher di €40.000 per servizi di avvio di impresa, consulenza e marketing
  • Voucher di €5.000 per tutoraggio e supporto nella compilazione della domanda

Conclusione

Il bando Resto al Sud 2.0 rappresenta un’opportunità unica per i giovani imprenditori del Mezzogiorno. Le nuove agevolazioni e i contributi a fondo perduto mirano a facilitare l’avvio di nuove attività imprenditoriali, stimolando la crescita economica della regione. Attualmente, il Resto al Sud è ancora attivo fino a esaurimento fondi, mentre l’implementazione di Resto al Sud 2.0 è prevista probabilmente per fine luglio ma rimaniamo in attesa di comunicazione ufficiale. Se hai i requisiti, non perdere l’opportunità di partecipare a questo bando e dare vita alla tua impresa.

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Startup in Italia: Definizione e Opportunità di Finanziamento Agevolato

Startup in Italia: Definizione e Opportunità di Finanziamento Agevolato

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Introduzione

Il termine startup è diventato di uso comune, spesso utilizzato in maniera erronea. Tuttavia, è importante comprendere le sfumature che differenziano una startup “vera” da una “italiana”.

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Startup: Definizione e Caratteristiche Universali

Una startup, in senso generale, è un’impresa giovane, generalmente con meno di 5 anni di vita, che opera in un mercato altamente incerto e si basa su un modello di business innovativo, scalabile e ad alto potenziale di crescita. Le sue caratteristiche principali includono:

  • Innovazione: L’elemento distintivo di una startup è la sua proposta innovativa, che può riguardare un prodotto, un servizio o un processo. 
  • Scalabilità: Una startup punta a crescere in modo esponenziale, replicando il proprio modello di business in nuovi mercati e raggiungendo un numero sempre maggiore di clienti.
  • Ricerca di Finanziamenti: Le startup, per loro natura, necessitano di capitali per sostenere la loro crescita. Questo le porta a ricercare finanziamenti da investitori, business angel o venture capitalist.
  • Team: Un team motivato e multidisciplinare, con competenze specifiche in diverse aree, è fondamentale per il successo di una startup.

Le Startup Italiane: Caratteristiche Distintive

In Italia, il concetto di startup si è arricchito di una sfumatura specifica, dando vita alla figura della startup innovativa.

Per essere definita tale, una startup innovativa italiana deve rispettare alcuni criteri previsti dalla legislazione nazionale, tra cui:

  • Età: Non deve aver superato i 5 anni di esercizio.
  • Dimensioni: Avere un numero di dipendenti inferiore a 50 e un fatturato annuo non superiore a 5 milioni di euro.
  • Innovazione: Sviluppare un prodotto o un servizio ad alto contenuto tecnologico o innovativo.
  • Ricerca e Sviluppo: Deve avere almeno uno dei seguenti requisiti:
    • Sostenere spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione.
    • Impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale).
    • Essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.
  • Redistribuzione degli Utili: Per 5 anni non possono essere redistribuiti gli utili.

Oltre a queste caratteristiche formali, le startup italiane si distinguono spesso per:

  • Minore Accesso al Capitale Privato: Il panorama del venture capital in Italia è ancora in fase di sviluppo rispetto ad altri ecosistemi startup più maturi, come quello statunitense o israeliano. In Italia si cerca di compensare ciò, agevolando gli investitori con un rientro in credito d’imposta del capitale investito in startup innovative.
  • Maggiore Attenzione al Finanziamento Pubblico: Le startup italiane possono beneficiare di un sistema di incentivi e agevolazioni più sviluppato rispetto ad altri paesi, con un ruolo importante svolto da Invitalia e dai incubatori regionali.

In Italia, questo genere di agevolazione rientra nel settore della finanza agevolata. La finanza agevolata include tutti quegli strumenti messi a disposizione dallo Stato direttamente o tramite intermediari per favorire la competitività e lo sviluppo delle imprese a livello comunitario, nazionale, regionale o locale​​.

Finanziamenti Agevolati per Startup: I principali Bandi in Italia

Tra le principali fonti di finanziamento agevolato per startup in Italia troviamo: 

  • Smart&Start Italia: Obiettivo del bando per startup: sostenere la nascita e la crescita di startup innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Tipologia di agevolazione: finanziamento agevolato a tasso zero fino al 80% delle spese ammissibili per progetto compresi tra 100 mila e 1,5 milioni di euro (fino al 90% per startup costituite in prevalenza da donne e/o da giovani under 36 anni)
    Nota bene: Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento e restituire così solo il 70% del finanziamento ricevuto
    Scadenza: fino esaurimento risorse
  • Fondo di Garanzia Mise: Un fondo che offre garanzie a sostegno di finanziamenti bancari erogati a favore di PMI, comprese le startup. Le garanzie coprono fino all’80% dell’importo del finanziamento e possono essere richieste da startup con un fatturato annuo non superiore a 1,5 milioni di euro​​.
    Nota bene: Possono presentare domanda imprese già costituite
    Scadenza: fino esaurimento risorse
  • Resto al Sud: Un programma che offre contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a startup e PMI del Mezzogiorno. I contributi a fondo perduto possono coprire fino al 65% delle spese ammissibili, mentre i finanziamenti agevolati possono coprire fino all’80% delle spese ammissibili​​.
    Obiettivo del bando per startup: sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, oltre che a 116 Comuni del cratere sismico situati nelle regioni Lazio, Marche e Umbria.
    Nota bene: possono presentare domanda gli under 56; sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.
    Scadenza: fino esaurimento risorse
  • Voucher Digitali Annuali: Contributi per la digitalizzazione delle PMI, offrendo finanziamenti a fondo perduto per l’adozione di tecnologie digitali​​. Solitamente, permettono di ottenere un rimborso del 50/60 % su investimenti fino a €10.000-15.000. Formula Click-Day.
  • Innovation Manager Annuale: Finanziamenti a fondo perduto per l’assunzione di un  innovation manager​​. Questa opportunità è utile per ottimizzare i processi digitali dell’azienda, spingendola verso un percorso di innovazione tecnologica grazie alle consulenze di un professionista del settore.
  • Bandi Regionali: Regioni e Stato italiano emanano periodicamente bandi che mettono a disposizione risorse per il finanziamento di startup innovative. Esempi includono Preseed Plus Lazio e NIDI Puglia​​​​.

I finanziamenti agevolati rappresentano un’importante opportunità per le startup italiane che desiderano crescere e svilupparsi. È fondamentale conoscere le diverse fonti di finanziamento disponibili e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, per poter accedere a risorse finanziarie agevolate e concretizzare i propri progetti di business.

Collaborazione Strategica tra ClickBando e Team4Idea

Grazie a una collaborazione strategica tra ClickBando e Team4Idea, aspiranti startupper hanno accesso a una serie di risorse e supporti che possono trasformare un’idea in un’impresa di successo. La nostra partnership mira a:

  • Facilitare l’accesso alla finanza agevolata, essenziale per superare le barriere iniziali e accelerare la crescita.
  • Offrire uno sconto esclusivo del 20% su tutti i servizi di ClickBando per i membri della community di Team4Idea che completano il questionario sul sito.

Questa sinergia non solo accelera il percorso degli imprenditori emergenti ma crea il team perfetto per ogni progetto imprenditoriale. È più di una partnership; è un trampolino di lancio verso il successo.

Nuova Impresa Lombardia: Finanziamenti a fondo perduto a sostegno di nuove imprese e l’autoimprenditorialità

Nuova Impresa Lombardia: Finanziamenti a fondo perduto a sostegno di nuove imprese e l’autoimprenditorialità

Bando Nuova impresa lombardia per Partita Iva e nuovi imprenditori

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Introduzione

La finanza agevolata rappresenta un’opportunità cruciale per le nuove imprese in Lombardia, offrendo un supporto economico fondamentale per avviare e sviluppare attività imprenditoriali. Il Bando Nuova Impresa 2024, promosso in collaborazione con Unioncamere Lombardia, è progettato per sostenere l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità, anche in forma di lavoro autonomo con partita IVA individuale, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto per coprire i costi legati alla creazione delle nuove attività. In questo contesto, il bando nuova Impresa, finanziamenti a fondo perduto per sostenere nuove imprese e autoimprenditorialità, emerge come un’iniziativa strategica per favorire l’autoimprenditorialità e la crescita delle PMI nella regione.

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Cos’è il Bando Nuova Impresa Lombardia

Il Bando Nuova Impresa Lombardia 2024 è un programma di finanziamento promosso dalla Regione Lombardia per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Attraverso contributi a fondo perduto, il bando mira a coprire una parte delle spese necessarie per avviare attività imprenditoriali.

Obiettivi del bando

Gli obiettivi principali del bando sono:

  • Favorire l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità.
  • Incentivare l’innovazione e la competitività delle PMI.
  • Sostenere lo sviluppo economico della regione Lombardia.

Chi può beneficiare del bando

Il bando Nuova Impresa Lombardia: finanziamenti a fondo perduto per sostenere nuove imprese e autoimprenditorialità si rivolge a diverse categorie di beneficiari, tra cui:

  • PMI: Piccole e medie imprese avviate in Lombardia dal 1° giugno 2023.
  • Lavoratori autonomi: Con partita IVA individuale, non iscritti al Registro delle Imprese, che hanno dichiarato l’inizio attività a partire dal 1° giugno 2023.
  • Professionisti ordinistici: Con partita IVA individuale attiva, non iscritti al Registro delle Imprese, che hanno dichiarato l’inizio attività presso l’Agenzia delle Entrate dal 1° giugno 2023.

Tipologia di interventi ammissibili

Interventi ammissibili e spese ammissibili del bando nuova impresa Lombardia

Entità e forma dell’agevolazione

Contributo a fondo perduto

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 10.000 euro.

Percentuale e limiti dell’agevolazione

Il contributo copre il 50% delle spese ritenute ammissibili, con un investimento minimo richiesto di 3.000 euro.

Come presentare la domanda

Le domande di contributo possono essere presentate dalle ore 10.00 del 28 maggio 2024 fino alle ore 15.00 del 15 aprile 2025.

Procedure di presentazione

La procedura di presentazione della domanda è complessa e richiede la compilazione accurata di tutti i documenti necessari. È consigliato l’intervento di un esperto per garantire la correttezza della pratica. Questo bando rientra tra i bandi a pratica complessa.

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Fondo Perduto per Startup Innovative in Emilia-Romagna: Come ottenere fino a €150.000

Fondo Perduto per Startup Innovative in Emilia-Romagna:
Come ottenere fino a €150.000

bando per le startup innovative in emilia romagna

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Introduzione

Se vuoi avviare una startup in Emilia-Romagna e cerchi finanziamenti, sei nel posto giusto. In questo articolo, ti spieghiamo come accedere ai contributi a fondo perduto per startup innovative attraverso il bando PR Fesr 2021-2027. Questo bando offre un supporto significativo alle micro imprese della regione.

Descrizione del bando per le startup innovative in Emilia-Romagna

Il bando PR Fesr 2021-2027 ha l’obiettivo di supportare lo sviluppo, il consolidamento e l’insediamento di startup innovative in Emilia-Romagna. Possono partecipare le micro e piccole imprese registrate come startup innovative presso la Camera di Commercio. I settori coinvolti includono agroindustria, artigianato, commercio, cultura, industria e servizi.

Dettagli del finanziamento a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto copre fino al 40% delle spese ammissibili, con un massimo di €150.000. Le spese finanziate includono affitto locali, assunzioni/personale, attrezzature e macchinari, consulenze, internazionalizzazione/export/fiere/mostre, servizi e spese generali.

Tipologia di investimenti ammessi

Gli interventi devono essere finalizzati alla realizzazione di piani imprenditoriali di investimento caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e/o innovativo, come:

interventi ammessi per il bando per le startup innovative emilia romagna

Come fare domanda

Per presentare domanda, è necessario utilizzare l’applicativo Sfinge 2020 disponibile sul sito ufficiale della Regione Emilia-Romagna. Le domande possono essere presentate dal 25 giugno 2024 alle ore 13:00 dell’11 settembre 2024. Assicurati di avere tutti i documenti richiesti e di rispettare le scadenze.

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Conclusione

Il bando PR Fesr 2021-2027 rappresenta un’opportunità unica per le startup innovative in Emilia-Romagna. Contributi a fondo perduto possono fare la differenza per avviare o sviluppare la tua impresa. Contatta ClickBando per ulteriori informazioni e assistenza personalizzata.

Se vuoi scoprire altri bandi per startup innovative non perderti i prossimi articoli e rimani aggiornato seguendoci!

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Finanziamento a fondo perduto per il settore del turismo in Puglia

Finanziamento a fondo perduto per il settore del turismo in Puglia

bando miniPIA puglia per il settore turistico e strutture ricettive

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Introduzione

Oggi ti parlerò di una grande opportunità per tutti gli imprenditori e aspiranti tali in Puglia: il bando MiniPIA Puglia. Questo bando copre le spese ammissibili fino al 65% a fondo perduto, è particolarmente rilevante per chi desidera avviare o sviluppare attività turistiche-ricettive innovative nella regione.

Cos’è il Bando MiniPIA Puglia?

Il bando MiniPIA Puglia è un’iniziativa della Regione Puglia mirata a supportare micro e piccole imprese, nonché liberi professionisti, nel realizzare progetti di innovazione e sostenibilità​​. Attraverso questo bando, è possibile ottenere finanziamenti a fondo perduto per una vasta gamma di investimenti, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese locali e promuoverne lo sviluppo

Tipologie di investimenti ammissibili

I finanziamenti del bando MiniPIA Puglia coprono diverse tipologie di investimenti:

  • Investimenti produttivi: Creazione di nuovi stabilimenti, ampliamento di strutture esistenti, e diversificazione della produzione.
  • Innovazione tecnologica e digitale: Progetti che promuovono la transizione ecologica e digitale delle imprese​.
  • Formazione e sviluppo competenze: Programmi formativi per qualificare le competenze relative alla trasformazione digitale e sostenibile​.
  • Tutela ambientale: Progetti volti a migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’uso di energie rinnovabili​.
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Contributo a fondo perduto per il settore del turismo

Le agevolazioni offerte dal bando MiniPIA Puglia includono contributi a fondo perduto fino al 65% per specifiche attività:

  • Importi ammissibili: I finanziamenti possono variare da 30.000 euro a 5 milioni di euro, con specifici limiti per diversi tipi di investimenti​
  • Requisiti di ammissibilità: Le imprese devono soddisfare determinati criteri per essere eleggibili al finanziamento, come la conformità alle normative edilizie e urbanistiche, gestione contabile regolare, e assenza di procedure concorsuali​
tabella con intensità di aiuto dato dal bando miniPIA per tipologia di investimento

Come fare richiesta e ottenere il fondo perduto

Per presentare la domanda, le imprese devono seguire una procedura online disponibile sul portale della Regione Puglia​ (Regione Puglia)​​ (Senergie)​. Le domande possono essere presentate a partire dal 22 maggio 2024. È essenziale preparare tutta la documentazione richiesta e rispettare le scadenze per non perdere questa opportunità.

Vantaggi del Bando MiniPIA per le Imprese

Partecipare al bando MiniPIA Puglia offre numerosi vantaggi:

  • Opportunità di crescita e innovazione: Accedere a finanziamenti per implementare progetti innovativi e sostenibili.
  • Miglioramento della competitività: Rafforzare la propria posizione sul mercato locale e internazionale.
  • Impatto positivo sulla sostenibilità: Contribuire alla transizione verso un’economia più verde e sostenibile​
    Conclusione

Conclusione

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welfare aziendale e fondo perduto

Che cos’è il welfare aziendale e perché è importante per la tua azienda

Che cos’è il welfare aziendale e perché è importante per la tua azienda

Indice

Che cos’è il welfare aziendale
Come funziona il welfare aziendale
Quali servizi rientrano nel welfare aziendale
Vantaggi di un piano welfare
Buone pratiche per un piano di welfare aziendale
Finanziamenti a fondo perduto per il welfare aziendale
Come funziona il bando PR FSE+ 2021-2027

Introduzione

Il welfare aziendale sta diventando sempre più rilevante nel panorama lavorativo odierno. Questo strumento prezioso non solo migliora il clima lavorativo e il benessere dei dipendenti, ma è anche capace di trattenere talenti e attrarne di nuovi. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cos’è il welfare aziendale, come funziona, i suoi benefici e perché ogni azienda dovrebbe considerarlo parte integrante della propria strategia. Alla fine dell’articolo, presenteremo un bando interessante per ottenere finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di piani di welfare per la Toscana.

Che cos’è il welfare aziendale

Il welfare aziendale si riferisce a un insieme di benefit e prestazioni non monetarie che le aziende offrono ai propri dipendenti. Mentre il welfare pubblico mira a proteggere le fasce più deboli della popolazione attraverso programmi di assistenza sanitaria, previdenziale e di sostegno al reddito, il welfare aziendale ha una portata più ristretta e si concentra sul miglioramento della qualità della vita e del benessere dei lavoratori e delle loro famiglie. Questo approccio non solo incrementa il potere d’acquisto dei dipendenti senza aumentare il loro reddito imponibile, ma offre anche rilevanti benefici fiscali alle aziende.

Come funziona il welfare aziendale

Implementare il welfare aziendale significa integrare una serie di benefit all’interno dell’azienda. Questi benefit possono essere suddivisi in due categorie principali: Fringe benefit e Flexible benefit.

  • Fringe benefit: Questi sono benefici accessori forniti ai dipendenti sotto forma di beni o servizi, come telefoni cellulari, computer, buoni pasto e automobili aziendali. Anche se non sono compensi in denaro, fanno parte del reddito da lavoro dipendente e sono soggetti a tassazione. Recentemente, la legge di Bilancio 2024 ha aumentato le soglie di esenzione, permettendo un utilizzo più flessibile di questi benefit, inclusi rimborsi per utenze domestiche e pagamento di affitti o mutui.
  • Flexible benefit: Questi sono beni o servizi che l’azienda offre ai dipendenti come parte di una scelta aziendale o contrattazione collettiva. Esempi comuni includono asili nido, borse di studio, assicurazioni sanitarie, previdenza complementare e abbonamenti al trasporto pubblico. I flexible benefit sono esenti da tassazione e possono essere selezionati dai dipendenti in base alle loro necessità personali.
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Quali servizi rientrano nel welfare aziendale

Il welfare aziendale copre una vasta gamma di servizi, adattabili alle esigenze mutevoli dei lavoratori, specialmente in seguito alla pandemia. Possiamo suddividere questi servizi in quattro grandi famiglie:

  1. Servizi di benessere e salute (fisica e mentale): Offrono servizi sanitari di vario genere, inclusi sostegno psicologico online per dipendenti e familiari.
  2. Servizi di conciliazione famiglia-lavoro: Includono permessi e congedi extra pagati, servizi di baby-sitter, agevolazioni per l’acquisto di device digitali e assistenza agli anziani familiari.
  3. Servizi di mobilità: Forniscono trasporti organizzati per i lavoratori, soprattutto in risposta alle difficoltà legate alla pandemia.
  4. Servizi di “mensa diffusa”: Consentono ai dipendenti di pranzare o ordinare il pranzo in ristoranti convenzionati, in alternativa alla mensa aziendale.

Vantaggi di un Piano welfare

I benefit del welfare aziendale sono molteplici, sia per i dipendenti che per le aziende. Per i lavoratori, migliorano il benessere generale, aumentando la soddisfazione e la motivazione. Inoltre, contribuiscono a creare un ambiente di lavoro positivo e a ridurre stress e turnover. Per le aziende, il welfare aziendale può ridurre il carico fiscale, diminuire l’assenteismo e i comportamenti a rischio, e migliorare la reputazione aziendale e la capacità di attrarre talenti.

Buone pratiche per un piano di welfare aziendale

Alcune buone pratiche da tenere in considerazione per l’implementazione di un piano di welfare aziendale in Italia sono:

  • Coinvolgere i dipendenti: È importante coinvolgere i dipendenti nella scelta dei servizi e delle prestazioni da erogare, assicurandosi che i loro bisogni e desideri siano presi in considerazione.
  • Comunicare in modo efficace: La comunicazione chiara e trasparente del piano di welfare aziendale è fondamentale. I dipendenti devono essere informati sui benefit disponibili e su come possono accedervi.
  • Offrire una varietà di servizi: Un piano di welfare aziendale efficace deve includere una gamma diversificata di servizi per soddisfare le diverse esigenze dei dipendenti.
  • Monitorare l’efficacia del piano: È essenziale monitorare regolarmente l’efficacia del piano di welfare aziendale e apportare le necessarie modifiche per migliorarlo continuamente.

Finanziamenti a fondo perduto per il welfare aziendale

Il welfare aziendale è una componente fondamentale per migliorare il benessere dei dipendenti e la produttività aziendale. Le aziende che investono in queste iniziative non solo supportano i loro lavoratori, ma ottengono anche significativi vantaggi fiscali e operativi. In particolare, le imprese in Toscana possono beneficiare del bando PR FSE+ 2021-2027, che offre finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di piani di welfare aziendale. Questo bando mira a promuovere la conciliazione vita-lavoro e a sostenere la partecipazione delle donne al mondo del lavoro.

interventi di welfare aziendale

Come funziona il bando PR FSE+ 2021-2027

  • Area Geografica: Toscana
  • Beneficiario: Grande Impresa, Libero Professionista, Micro Impresa, PMI
  • Settore: Agroindustria/Agroalimentare, Artigianato, Commercio, Cultura, Industria, Servizi, Turismo
  • Spese finanziate: Assunzioni/Personale, Consulenze, Servizi, Spese Generali
  • Agevolazione: Contributo a fondo perduto
  • Scadenza: 31/12/2025

Il bando offre contributi per conciliare vita personale e professionale, promuovendo modalità di lavoro flessibili e misure di welfare di conciliazione vita-lavoro. Possono beneficiarne liberi professionisti, associazioni di professionisti, studi associati e imprese con sede in Toscana.

Implementare un piano di welfare aziendale non è solo un’opportunità per migliorare la vita dei dipendenti, ma anche un investimento strategico per il futuro della tua azienda.

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Finanziamenti a Fondo Perduto per Giovani Agricoltori: PSR Lazio, Generazione Terra e Altri Bandi per l’agricoltura

Finanziamenti a Fondo Perduto per Giovani Agricoltori nel Lazio: Sostegno all’inserimento di Giovani Agricoltori e altri bandi per l’agricoltura

Indice

Introduzione

Nel mondo agricolo, i giovani agricoltori hanno accesso a numerosi bandi e incentivi per avviare e sviluppare le loro attività. Programmi come il PSR Lazio, Generazione Terra e il Bando ISI INAIL offrono opportunità significative per il ricambio generazionale e l’innovazione nel settore.
L’obiettivo di questo articolo è quello di chiarire cosa è, e come funziona il bando PSR 2014-2020. Misura 6.1.1. Finanziamento a fondo perduto in sostegno all’insediamento di giovani agricoltori.

Se sei interessato/a a scoprire di più anche sugli altri due bandi, ti invitiamo a leggere i nostri articoli: “La guida definitiva al bando ISI INAIL 2023: gli step essenziali per accedere a finanziamenti a fondo perduto” e “Bando Generazione Terra: fino a 1,5 mln di euro

Cos’è il PSR

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) rappresenta un’iniziativa cruciale dell’Unione Europea volta a promuovere lo sviluppo economico, sociale e ambientale nelle zone rurali. Attraverso i fondi del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), il PSR si propone di ridurre le disparità tra le diverse aree rurali, promuovendo pratiche sostenibili e innovative. I piani di sviluppo rurale, sviluppati a livello nazionale e regionale, delineano azioni e investimenti specifici per migliorare la qualità della vita in queste zone, affrontando questioni come l’agricoltura, l’ambiente, l’occupazione, e la coesione sociale.

PSR Lazio: Come accedere al fondo perduto

Nel Lazio, la Misura 6.1.1 del PSR 2014-2020 offre un’opportunità significativa per i giovani agricoltori, mettendo a disposizione finanziamenti a fondo perduto fino a 70.000 euro. Per accedere a questi fondi, i giovani agricoltori devono presentare una domanda entro il 17 giugno 2024, devono dimostrare che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola di adeguate dimensioni economiche in termini di Produzione Lorda Standard (PLS):

non inferiore a € 15.000,00, ridotta a € 10.000,00 nel caso di aziende ricadenti in zone montane come individuate e classificate in applicazione della regolamentazione comunitaria;
non superiore a € 250.000,00.

Fondo perduto per giovani agricoltori

Il fondo perduto per giovani agricoltori è concepito per incentivare il ricambio generazionale e sostenere i giovani nel loro primo insediamento come capo azienda. Con fondi che possono raggiungere i 70.000 euro in zone svantaggiate, il bando mira a facilitare l’avvio e lo sviluppo di nuove aziende agricole​​.

Chi sono i giovani agricoltori

I giovani agricoltori idonei per questi finanziamenti sono individui tra i 18 e i 40 anni, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola.

Altri requisiti per rientrare nella categoria di giovane agricoltore sono:

  1. Superamento dell’esame di Stato per l’esercizio delle professioni di agronomo e forestale junior, biotecnologo agrario, zoonomo, perito agrario laureato, dottore agronomo e forestale, veterinario, agrotecnico laureato o titolo universitario a indirizzo agricolo, forestale, veterinario, o titolo di scuola secondaria di secondo grado a indirizzo agricolo.
  2. Titolo di scuola secondaria di secondo grado non agricolo, attestato di frequenza ad almeno un corso di formazione di almeno 150 ore su tematiche riferibili al settore agroalimentare, ambientale o della dimensione sociale, tenuto da enti accreditati dalle Regioni o Province autonome, oppure partecipazione con esito favorevole all’intervento di sviluppo rurale cooperazione per il ricambio generazionale (esito favorevole della domanda di sostegno).
  3. Titolo di scuola secondaria di primo grado, accompagnato da esperienza lavorativa di almeno tre anni nel settore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale agricolo per almeno 104 giornate/anno, oppure partecipazione con esito favorevole all’intervento di sviluppo rurale cooperazione per il ricambio generazionale (esito favorevole della domanda di sostegno).

Altri bandi attivi per l’agricoltura

Oltre al PSR, ci sono altri bandi significativi disponibili per i giovani agricoltori, come il
Bando Generazione Terra e il Bando ISI INAIL. Il Bando Generazione Terra offre fino a 1,5 milioni di euro per l’acquisto di terreni agricoli, promuovendo l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nel settore agricolo​​. Il Bando ISI INAIL, d’altra parte, incentiva le imprese agricole a migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, offrendo bonus fino all’80% per i giovani agricoltori​​.

Questi programmi rappresentano un’importante leva finanziaria per i giovani agricoltori che intendono innovare e crescere nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

Bando PR FESR 2021-2027

Fondo Perduto per l’Imprenditoria Femminile nel Lazio

Indice

Introduzione

Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato attraverso il Next Generation EU, l’Italia è impegnata in una trasformazione significativa. Questo piano non solo mira alla transizione ecologica e digitale, ma si propone anche di superare gli storici ritardi che hanno limitato il progresso del paese. In un’epoca in cui la parità di genere guadagna crescente centralità nello sviluppo del nostro paese, il pieno coinvolgimento delle donne nell’economia è essenziale per una ripresa forte e inclusiva.

Per rispondere a questa esigenza, il Dipartimento per le pari opportunità ha lanciato un’iniziativa significativa all’interno del PNRR: la creazione di un Sistema nazionale di certificazione della parità di genere.

Per approfondire ulteriormente le misure e cosa è il PNRR, ti invitiamo a recuperare il nostro articolo.

Tra le iniziative supportate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, numerose sono i bandi focalizzati sul sostegno alle donne nell’economia. Un esempio emblematico è il bando PR FESR 2021-2027 “Donne, Innovazione e Impresa”, promosso dalla Regione Lazio.

Cos’è il Bando PR FESR 2021-2027

Il bando PR FESR 2021-2027 “Donne, Innovazione e Impresa” è un’iniziativa promossa dalla Regione Lazio, finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La Regione Lazio con questa misura sostiene l’innovazione dell’imprenditoria femminile, contribuendo insieme ad altre azioni regionali, nazionali ed europee a diffondere i valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale. Il bando incentiva progetti di innovazione aziendale che possono trasformare significativamente la capacità competitiva e i risultati economici delle PMI femminili nel Lazio.

Come funziona il Fondo Perduto per l’imprenditoria femminile

Il contributo previsto dal bando è a fondo perduto e si articola su una dotazione finanziaria complessiva di 5 milioni di euro. Le imprenditrici possono ottenere un finanziamento che copre tra il 40% e il 60% dei costi ammissibili del progetto, fino a un massimo di 145.000 euro per impresa. Questo sostegno finanziario mira a ridurre il rischio economico associato all’investimento in innovazioni di prodotto e processo, rendendo più accessibile l’espansione e la modernizzazione delle attività imprenditoriali femminili.

bando PR FESR 2021-2027 Lazio, fondo perduto imprenditoria femminile

Quali sono le imprese femminili e chi può accedere al Bando

Per accedere al bando, le imprese devono essere qualificate come “imprese femminili”. Questo termine include:

  • la lavoratrice autonoma donna;
  • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
  • la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti della compagine sociale;
  • lo studio associato in cui il numero di donne associate rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti della compagine sociale;
  • la società di capitale le cui quote di partecipazione siano possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e da Imprese Femminili e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne.

Progetti finanziabili con il Fondo Perduto

L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, riconosciuto a titolo di de Minimis (Reg. (UE) 2023/2831) nella misura massima di 145.000 euro per singola PMI e con una percentuale sulle spese ammissibili dal 40% al 60%.

Spese ammissibili:

  • spese per investimenti materiali;
  • spese dei canoni SaaS, IaaS e Paas sostenute per l’adozione di nuove soluzioni digitali;
  • spese per know how, servizi e consulenze
  • spese per i costi del personale, generali e amministrativi
criteri fondo perduto imprenditoria femminile Lazio

Come richiedere il Fondo Perduto

Per richiedere i fondi, le imprese devono presentare la loro candidatura tramite la piattaforma GeCoWEB Plus. La procedura di domanda richiede:

  1. Registrazione sulla piattaforma e compilazione del formulario di domanda online.
  2. Allegazione di tutti i documenti necessari, che possono includere piani di business, bilanci, e dettagli del progetto di innovazione.
  3. Monitoraggio dei termini e delle scadenze specificate nell’Avviso, assicurandosi di presentare la domanda entro i limiti temporali stabiliti.
clickbando consulenza finanza agevolata, fondo perduto

Piano Transizione 5.0, Credito d’imposta

Piano Transizione 5.0: Come le imprese italiane possono sfruttare 6,3 miliardi di euro per innovazione e sostenibilità

piano di transizione 5.0, credito d'imposta innovazione e sostenibilità

Indice

6,3 miliardi per le Imprese Italiane

Nell’era della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale, il Piano Transizione 5.0, credito d’imposta, emerge come una strategia chiave per promuovere l’innovazione tecnologica e la transizione green delle imprese italiane. Con un budget imponente di 6,3 miliardi di euro, questo piano si posiziona all’avanguardia dell’evoluzione industriale, spianando la strada verso l’Industria 5.0. In un precedente articolo abbiamo esplorato il passaggio all’Industria 5.0, discutendo l’importanza di integrare le capacità umane e tecnologiche. Ti invitiamo a leggere l’articolo, se te lo sei perso, per comprendere al meglio il contesto nel quale il Piano di Transizione 5.0 si inserisce, approfondendo le sfide e le opportunità di questa nuova era industriale.

Che cos’è il Piano di transizione 5.0?

Il Piano Transizione 5.0 è un’iniziativa rivoluzionaria che mira a incentivare gli investimenti nel campo della digitalizzazione e della transizione ecologica. Attraverso un sistema di crediti d’imposta, le imprese di ogni dimensione e settore possono beneficiare di sostegni significativi per l’acquisto di beni strumentali avanzati, software, e per la formazione del personale nelle competenze digitali e green.

Chi può usufruire del credito d’imposta?

Questo piano è aperto a tutte le imprese, senza distinzione di dimensione, settore di attività o ubicazione geografica. Ciò dimostra l’intento inclusivo del Piano, volto a promuovere un ampio raggio di trasformazione industriale su tutto il territorio nazionale.

Quali sono i beni agevolabili?

Gli investimenti coperti dal Piano includono l’acquisto di beni materiali e immateriali innovativi, in grado di garantire una riduzione significativa dei consumi energetici. Sono previsti incentivi anche per l’acquisto di nuovi beni strumentali per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e per la formazione del personale, fondamentale per l’assimilazione delle nuove tecnologie digitali ed energetiche.

Come funziona il credito d’imposta 2024?

La struttura del credito d’imposta è modulata in base all’entità dell’investimento e alla percentuale di riduzione dei consumi energetici, spaziando dal 35% al 45% per investimenti fino a 2.5 milioni di euro; 15% della spesa per gli investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro; 5% per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 50 milioni dei costi ammissibili ogni anno per ciascuna impresa beneficiaria.

Il tax credit può aumentare fino al 40% e 45% nel caso in cui la riduzione dei consumi energetici sia superiore rispettivamente al 6% e al 10%. Inoltre, per gli impianti fotovoltaici con pannelli di alta efficienza prodotti nell’UE, è prevista una maggiorazione fino al 140% della base imponibile, che può portare il credito d’imposta totale al 63%.

Per accedere a questi incentivi, le imprese devono presentare una certificazione ex ante che attesti la riduzione potenziale dei consumi energetici e, successivamente, una certificazione ex post che confermi la realizzazione degli investimenti secondo le previsioni. Queste certificazioni sono fondamentali per garantire l’ammissibilità al beneficio e devono essere rilasciate da valutatori indipendenti. L’intero processo è gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che verifica la documentazione e coordina la fruizione del credito d’imposta

Il bando stabilisce criteri di eleggibilità chiari, inclusa la cittadinanza dell’Unione Europea e la residenza in Italia da almeno due anni. Importanti requisiti includono anche l’iscrizione presso enti previdenziali specifici per almeno due anni e/o il possesso di titoli di studio pertinenti all’agricoltura, a seconda della categoria del candidato.

Scadenza e modalità di accesso

Il Piano è attualmente in fase di pre-informativa, con dettagli aggiuntivi e tempistiche per la presentazione delle domande che verranno comunicati a breve. Le imprese interessate dovrebbero pertanto iniziare a prepararsi per cogliere questa opportunità non appena sarà possibile.

Come utilizzare il credito d’imposta

Per accedere al credito d’imposta, le imprese dovranno seguire le linee guida specifiche che saranno pubblicate sul sito del Ministero dell’Innovazione Tecnologica e della Transizione Digitale, preparando la documentazione necessaria per dimostrare la conformità agli obiettivi del Piano Transizione 5.0.

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