Finanziamento a fondo perduto per il settore del turismo in Puglia

Finanziamento a fondo perduto per il settore del turismo in Puglia

bando miniPIA puglia per il settore turistico e strutture ricettive

Indice

Introduzione

Oggi ti parlerò di una grande opportunità per tutti gli imprenditori e aspiranti tali in Puglia: il bando MiniPIA Puglia. Questo bando copre le spese ammissibili fino al 65% a fondo perduto, è particolarmente rilevante per chi desidera avviare o sviluppare attività turistiche-ricettive innovative nella regione.

Cos’è il Bando MiniPIA Puglia?

Il bando MiniPIA Puglia è un’iniziativa della Regione Puglia mirata a supportare micro e piccole imprese, nonché liberi professionisti, nel realizzare progetti di innovazione e sostenibilità​​. Attraverso questo bando, è possibile ottenere finanziamenti a fondo perduto per una vasta gamma di investimenti, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese locali e promuoverne lo sviluppo

Tipologie di investimenti ammissibili

I finanziamenti del bando MiniPIA Puglia coprono diverse tipologie di investimenti:

  • Investimenti produttivi: Creazione di nuovi stabilimenti, ampliamento di strutture esistenti, e diversificazione della produzione.
  • Innovazione tecnologica e digitale: Progetti che promuovono la transizione ecologica e digitale delle imprese​.
  • Formazione e sviluppo competenze: Programmi formativi per qualificare le competenze relative alla trasformazione digitale e sostenibile​.
  • Tutela ambientale: Progetti volti a migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’uso di energie rinnovabili​.
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Contributo a fondo perduto per il settore del turismo

Le agevolazioni offerte dal bando MiniPIA Puglia includono contributi a fondo perduto fino al 65% per specifiche attività:

  • Importi ammissibili: I finanziamenti possono variare da 30.000 euro a 5 milioni di euro, con specifici limiti per diversi tipi di investimenti​
  • Requisiti di ammissibilità: Le imprese devono soddisfare determinati criteri per essere eleggibili al finanziamento, come la conformità alle normative edilizie e urbanistiche, gestione contabile regolare, e assenza di procedure concorsuali​
tabella con intensità di aiuto dato dal bando miniPIA per tipologia di investimento

Come fare richiesta e ottenere il fondo perduto

Per presentare la domanda, le imprese devono seguire una procedura online disponibile sul portale della Regione Puglia​ (Regione Puglia)​​ (Senergie)​. Le domande possono essere presentate a partire dal 22 maggio 2024. È essenziale preparare tutta la documentazione richiesta e rispettare le scadenze per non perdere questa opportunità.

Vantaggi del Bando MiniPIA per le Imprese

Partecipare al bando MiniPIA Puglia offre numerosi vantaggi:

  • Opportunità di crescita e innovazione: Accedere a finanziamenti per implementare progetti innovativi e sostenibili.
  • Miglioramento della competitività: Rafforzare la propria posizione sul mercato locale e internazionale.
  • Impatto positivo sulla sostenibilità: Contribuire alla transizione verso un’economia più verde e sostenibile​
    Conclusione

Conclusione

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welfare aziendale e fondo perduto

Che cos’è il welfare aziendale e perché è importante per la tua azienda

Che cos’è il welfare aziendale e perché è importante per la tua azienda

Indice

Che cos’è il welfare aziendale
Come funziona il welfare aziendale
Quali servizi rientrano nel welfare aziendale
Vantaggi di un piano welfare
Buone pratiche per un piano di welfare aziendale
Finanziamenti a fondo perduto per il welfare aziendale
Come funziona il bando PR FSE+ 2021-2027

Introduzione

Il welfare aziendale sta diventando sempre più rilevante nel panorama lavorativo odierno. Questo strumento prezioso non solo migliora il clima lavorativo e il benessere dei dipendenti, ma è anche capace di trattenere talenti e attrarne di nuovi. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cos’è il welfare aziendale, come funziona, i suoi benefici e perché ogni azienda dovrebbe considerarlo parte integrante della propria strategia. Alla fine dell’articolo, presenteremo un bando interessante per ottenere finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di piani di welfare per la Toscana.

Che cos’è il welfare aziendale

Il welfare aziendale si riferisce a un insieme di benefit e prestazioni non monetarie che le aziende offrono ai propri dipendenti. Mentre il welfare pubblico mira a proteggere le fasce più deboli della popolazione attraverso programmi di assistenza sanitaria, previdenziale e di sostegno al reddito, il welfare aziendale ha una portata più ristretta e si concentra sul miglioramento della qualità della vita e del benessere dei lavoratori e delle loro famiglie. Questo approccio non solo incrementa il potere d’acquisto dei dipendenti senza aumentare il loro reddito imponibile, ma offre anche rilevanti benefici fiscali alle aziende.

Come funziona il welfare aziendale

Implementare il welfare aziendale significa integrare una serie di benefit all’interno dell’azienda. Questi benefit possono essere suddivisi in due categorie principali: Fringe benefit e Flexible benefit.

  • Fringe benefit: Questi sono benefici accessori forniti ai dipendenti sotto forma di beni o servizi, come telefoni cellulari, computer, buoni pasto e automobili aziendali. Anche se non sono compensi in denaro, fanno parte del reddito da lavoro dipendente e sono soggetti a tassazione. Recentemente, la legge di Bilancio 2024 ha aumentato le soglie di esenzione, permettendo un utilizzo più flessibile di questi benefit, inclusi rimborsi per utenze domestiche e pagamento di affitti o mutui.
  • Flexible benefit: Questi sono beni o servizi che l’azienda offre ai dipendenti come parte di una scelta aziendale o contrattazione collettiva. Esempi comuni includono asili nido, borse di studio, assicurazioni sanitarie, previdenza complementare e abbonamenti al trasporto pubblico. I flexible benefit sono esenti da tassazione e possono essere selezionati dai dipendenti in base alle loro necessità personali.
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Quali servizi rientrano nel welfare aziendale

Il welfare aziendale copre una vasta gamma di servizi, adattabili alle esigenze mutevoli dei lavoratori, specialmente in seguito alla pandemia. Possiamo suddividere questi servizi in quattro grandi famiglie:

  1. Servizi di benessere e salute (fisica e mentale): Offrono servizi sanitari di vario genere, inclusi sostegno psicologico online per dipendenti e familiari.
  2. Servizi di conciliazione famiglia-lavoro: Includono permessi e congedi extra pagati, servizi di baby-sitter, agevolazioni per l’acquisto di device digitali e assistenza agli anziani familiari.
  3. Servizi di mobilità: Forniscono trasporti organizzati per i lavoratori, soprattutto in risposta alle difficoltà legate alla pandemia.
  4. Servizi di “mensa diffusa”: Consentono ai dipendenti di pranzare o ordinare il pranzo in ristoranti convenzionati, in alternativa alla mensa aziendale.

Vantaggi di un Piano welfare

I benefit del welfare aziendale sono molteplici, sia per i dipendenti che per le aziende. Per i lavoratori, migliorano il benessere generale, aumentando la soddisfazione e la motivazione. Inoltre, contribuiscono a creare un ambiente di lavoro positivo e a ridurre stress e turnover. Per le aziende, il welfare aziendale può ridurre il carico fiscale, diminuire l’assenteismo e i comportamenti a rischio, e migliorare la reputazione aziendale e la capacità di attrarre talenti.

Buone pratiche per un piano di welfare aziendale

Alcune buone pratiche da tenere in considerazione per l’implementazione di un piano di welfare aziendale in Italia sono:

  • Coinvolgere i dipendenti: È importante coinvolgere i dipendenti nella scelta dei servizi e delle prestazioni da erogare, assicurandosi che i loro bisogni e desideri siano presi in considerazione.
  • Comunicare in modo efficace: La comunicazione chiara e trasparente del piano di welfare aziendale è fondamentale. I dipendenti devono essere informati sui benefit disponibili e su come possono accedervi.
  • Offrire una varietà di servizi: Un piano di welfare aziendale efficace deve includere una gamma diversificata di servizi per soddisfare le diverse esigenze dei dipendenti.
  • Monitorare l’efficacia del piano: È essenziale monitorare regolarmente l’efficacia del piano di welfare aziendale e apportare le necessarie modifiche per migliorarlo continuamente.

Finanziamenti a fondo perduto per il welfare aziendale

Il welfare aziendale è una componente fondamentale per migliorare il benessere dei dipendenti e la produttività aziendale. Le aziende che investono in queste iniziative non solo supportano i loro lavoratori, ma ottengono anche significativi vantaggi fiscali e operativi. In particolare, le imprese in Toscana possono beneficiare del bando PR FSE+ 2021-2027, che offre finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di piani di welfare aziendale. Questo bando mira a promuovere la conciliazione vita-lavoro e a sostenere la partecipazione delle donne al mondo del lavoro.

interventi di welfare aziendale

Come funziona il bando PR FSE+ 2021-2027

  • Area Geografica: Toscana
  • Beneficiario: Grande Impresa, Libero Professionista, Micro Impresa, PMI
  • Settore: Agroindustria/Agroalimentare, Artigianato, Commercio, Cultura, Industria, Servizi, Turismo
  • Spese finanziate: Assunzioni/Personale, Consulenze, Servizi, Spese Generali
  • Agevolazione: Contributo a fondo perduto
  • Scadenza: 31/12/2025

Il bando offre contributi per conciliare vita personale e professionale, promuovendo modalità di lavoro flessibili e misure di welfare di conciliazione vita-lavoro. Possono beneficiarne liberi professionisti, associazioni di professionisti, studi associati e imprese con sede in Toscana.

Implementare un piano di welfare aziendale non è solo un’opportunità per migliorare la vita dei dipendenti, ma anche un investimento strategico per il futuro della tua azienda.

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10 Startup italiane rivoluzionarie al CES 2024

10 Startup italiane rivoluzionarie al CES 2024:

Innovazione e sostenibilità in primo piano.

Il CES 2024 ha messo in mostra un’eccezionale varietà di startup italiane, ognuna delle quali porta avanti innovazioni significative in settori cruciali come l’intelligenza artificiale, la medicina, l’agricoltura high-tech, e la smart city, tra gli altri. Queste aziende rappresentano un’ampia gamma di applicazioni tecnologiche, dall’analisi dei big data per la diagnosi precoce delle malattie alla creazione di interfacce neurali per il controllo dei dispositivi solo con il pensiero. Ecco una panoramica delle 10 startup italiane che hanno catturato l’attenzione:

Aitem (Torino)

Specializzata nell’uso dell’IA per l’analisi dei big data in ambito medico e veterinario, Aitem aiuta nella diagnosi precoce di malattie gravi, inclusa la capacità di identificare il COVID-19 tramite l’analisi delle lastre toraciche.

BrainWaves (Milano)

Sviluppa software che traduce le onde cerebrali in comandi per controllare dispositivi vari, offrendo nuove speranze di autonomia per i malati di SLA attraverso il controllo mentale delle sedie a rotelle.

Contents (Milano)

Questa startup utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare contenuti creativi multilingue in modalità SaaS, rivolgendosi a una vasta gamma di applicazioni che vanno dalla scrittura assistita dalla IA alla generazione di immagini.

Domethics (Torino)

Concentrandosi su prodotti e tecnologie IoT per la smart home e la telemedicina, Domethics ha creato innovazioni come lo smartwatch per il monitoraggio della salute e un tappeto smart per il monitoraggio dei parametri vitali degli animali domestici.

Ganiga (Pisa)

Ha brevettato un cestino intelligente che differenzia automaticamente i rifiuti e raccoglie dati utili per ottimizzare la raccolta, riducendo i costi e l’impatto ambientale.

Kintana / Morestech (San Mauro Torinese, Torino)

Propone una “tata cibernetica” che assiste i bambini nell’apprendimento e nelle attività quotidiane attraverso un sistema di incentivi, sollevando questioni etiche sull’uso dell’IA nell’educazione.

BES Test (Trieste)

Rivoluziona la diagnosi del rischio di fratture da fragilità ossea con un test non invasivo basato su simulazioni computerizzate, offrendo risultati rapidi e precisi.

SAM (Sassari)

La piattaforma SAM supporta l’agricoltura industriale attraverso l’analisi di dati da droni e stazioni meteo, aiutando gli agricoltori a ottimizzare l’uso di acqua e fertilizzanti.

SnapAll (Mantova)

Utilizza il machine learning per il monitoraggio remoto dei cantieri in tempo reale, creando report automatizzati senza bisogno di hardware aggiuntivo.

Sunspeker (Torino)

Offre una soluzione estetica per i pannelli solari con film di rivestimento personalizzabile che mantiene l’efficienza energetica, proponendo anche applicazioni per l’affissione pubblicitaria.

Conclusione

Queste startup non solo evidenziano la versatilità dell’innovazione tecnologica italiana ma sottolineano anche l’importanza di supportare le imprese innovative per affrontare sfide globali come la sostenibilità ambientale, la salute e l’efficienza energetica.

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La finanza agevolata spiegata in modo semplice

La finanza agevolata spiegata in modo semplice

finanza-agevolata

Cos’è la finanza agevolata e qual è il suo scopo?

La finanza agevolata è articolata da una serie di strumenti finanziari e non, posti a sostegno di aspiranti imprenditori/imprenditrici o delle piccole medie imprese. Essa contribuisce principalmente all’accrescimento economico e produttivo di un paese. Inoltre ogni tipologia di contributo viene erogato per scopi diversi e può essere concesso solo a determinate categorie di soggetti. E’ il caso ad esempio di giovani under 35, donne imprenditrici, oppure di imprese che hanno la propria sede in determinate e svantaggiate aree geografiche del paese.

Grazie a questi preziosi “pacchetti” di agevolazioni si favorisce la nascita di nuove imprese e si consente a quelle già esistenti di potenziare e sviluppare al meglio alcuni segmenti della propria attività.

Finanza agevolata e Start-up innovative

Particolare attenzione viene data alle Start-Up innovative in quanto rappresentano un elemento centrale per la crescita produttiva ed economica nazionale ed europea. Questo perché le Start-Up hanno una forte capacità di innovare e di essere competitive sul mercato.

Infatti lo sviluppo di questa particolare tipologia d’impresa porta vantaggi in termini occupazionali e di innovazione in tanti settori merceologici diversi. Ciò grazie anche all’utilizzo delle nuove tecnologie che innovano prodotti, servizi e processi aziendali.

Tuttavia il loro processo di sviluppo e accrescimento rimane spesso difficoltoso in virtù del problematico accesso al credito, necessario per contribuire in maniera decisiva all’espansione di ogni impresa. 

L’azienda che comunque non dispone di fondi per realizzare i progetti di investimento può rivolgersi ai prestiti bancari di soggetti privati oppure affidarsi agli strumenti della finanza agevolata pubblica

Le fonti della finanza agevolata

Gli strumenti utilizzati dalla finanza agevolata sono previsti da leggi che demandano ai soggetti pubblici l’erogazione di bandi i quali stabiliscano come utilizzare le risorse a disposizione. 

Le opportunità messe in atto dallo Stato italiano sono la risposta a specifiche istanze dell’Unione Europea che ci ha consentito nel 2021 di programmare la distribuzione, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), delle risorse europee (risorse che ammontano a 191,5 miliardi di euro da spendere entro il 2026) al fine di favorire una transizione ecologica e digitale, nonché contribuire ad uno sviluppo inclusivo e sostenibile del Paese. 

Tipologie di agevolazione

I tipi di agevolazione consistono generalmente in incentivi che in taluni casi fanno sorgere in capo all’impresa l’obbligo di restituzione dei fondi ricevuti, in altri casi tale obbligo non sussiste.

Possiamo distinguere le agevolazioni in:

  • Contributi a fondo perduto;
  • Finanziamenti a tasso agevolato;
  • Incentivi sulle imposte;
  • Concessione di garanzie

Contributi a fondo perduto

Sono una tipologia di contributi per i quali non viene richiesta la restituzione da parte del beneficiario. Esistono in varie forme come ad esempio i contributi in conto impianti utilizzati per incentivare gli acquisti di determinati beni ammortizzabili durevoli nel tempo, utili per il funzionamento dell’azienda.

Finanziamenti a tasso agevolato

In questo caso la concessione dell’agevolazione determina un rapporto di credito obbligatorio tra il beneficiario e un Ente di riferimento o istituto di credito, i quali, quest’ultimi, concedono un finanziamento all’imprenditore/imprenditrice.

Il tasso d’interesse del finanziamento può essere pagato o interamente dalla Pubblica Amministrazione (rendendo il finanziamento a tasso zero), oppure in parte da essa e in parte dall’imprenditore/imprenditrice il/la quale quindi beneficia di un tasso d’interesse ridotto.

Incentivi sulle imposte

Questi particolari incentivi possono rientrare nella categoria dei contributi a fondo perduto, con la particolarità che l’agevolazione viene erogata in modo indiretto. E’ il caso dei benefici fiscali per cui l’imprenditore/imprenditrice, a seguito di determinati investimenti o assunzioni, beneficia di una riduzione delle spese fiscali. Altra ipotesi è prevista dal credito d’imposta , qui l’imprenditore/imprenditrice al momento della dichiarazione dei redditi può usufruire ad esempio di una riduzione dell’IVA (a fronte anche qui di determinati investimenti).

Concessione di garanzie

Tali agevolazioni consistono nella concessione di forme di garanzie da parte delle Amministrazioni Pubbliche per i finanziamenti di medio-lungo periodo richiesti dalle imprese. In questo caso lo Stato si pone come garante per l’importo del credito finanziato all’imprenditore/imprenditrice.

In conclusione la finanza agevolata può contribuire in maniera positiva alla creazione di nuove imprese e/o a sostenere quelle esistenti attraverso la distribuzione delle agevolazioni sopra evidenziate, secondo gli scopi prefissati dalle istituzioni pubbliche. 

Ciononostante l’esistenza di questi strumenti viene spesso sottovalutata a causa della loro scarsa conoscenza tra gli imprenditori/imprenditrici, dovuta probabilmente alle complicate procedure di partecipazione ai bandi e alle confuse fonti di informazione che ne dettano il funzionamento e la modalità di partecipazione.

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