Digitalizzazione delle Imprese: il Piano Transizione 4.0

Digitalizzazione delle Imprese: il Piano Transizione 4.0

Incentivare la digitalizzazione delle imprese attraverso i crediti d’imposta

Industria e transizione 4.0

Siamo nel bel mezzo di una “quarta rivoluzione industriale”. Che si voglia o no, questa rivoluzione sta cambiando radicalmente il prossimo, ormai vicino, sistema produttivo italiano.

I progressi sempre più massicci nel settore delle tecnologie digitali, stanno rinnovando il modo di produrre e organizzare le attività aziendali sulla base della digitalizzazione, dell’innovazione e della sostenibilità ambientale.

Il futuro prevede una produzione sempre più automatizzata e interconnessa  dove le macchine dialogano costantemente tra di loro agevolando i processi produttivi e riducendo gli impatti ambientali sul Pianeta.

L’obiettivo del Piano Transizione 4.0. infatti è quello di promuovere questo virtuoso processo di transizione tecnologica ed ecologica attraverso il credito d’imposta diviso principalmente in tre diverse tipologie:

  1. Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0. e non;
  2. Credito d’imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design;
  3. Credito d’imposta formazione 4.0

Crediti d’imposta per beni strumentali (beni materiali e beni immateriali)

Con questo credito d’imposta si vuole incentivare le imprese ad acquistare beni strumentali nuovi e idonei alla trasformazione digitale dei propri processi produttivi.

Le agevolazioni previste per l’acquisto di beni sono diverse per aliquota e soglia massima di spesa a seconda del tipo di bene acquistato (materiale, immateriale o altri beni strumentali).

Vediamoli nel dettaglio:

Beni materiali tecnologicamente avanzati (Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti):

Per il 2022 viene riconosciuto un credito d’imposta nelle seguenti misure:

  • 40% per investimenti inferiori a 2,5 milioni €;
  • 20% per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni €;
  • 10% per investimenti compresi tra i 10 milioni e i 20 milioni €.

Dal 2023 al 2025 viene riconosciuto un credito d’imposta nelle seguenti misure:

  • 20% per investimenti inferiori a 2,5 milioni €;
  • 10% per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni €;
  • 5% per investimenti compresi tra i 10 milioni e i 20 milioni €;

Per l’elenco dei beni materiali vedere l’allegato A della legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento.

Beni immateriali tecnologicamente avanzati (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) la cui misura dell’agevolazione è pari a:

  • 50% per investimenti fino a 1 milione di € fino al 31.12.2022 (tale percentuale è valida anche fino al 30/06/23 salvo che si abbia investito un acconto pari al 20% entro il 31/12/2022);
  • 20% per investimenti fino a 1 milione di € nel 2023.

Per l’elenco dei beni materiali vedere l’allegato B della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 20

Altri Beni strumentali – materiali e immateriali (ex Super Ammortamento) diversi da quelli dell’Allegato A e B citati sopra il credito d’imposta è concesso nelle seguenti misure:

  • 6% per investimenti fino a 2 milioni di € per beni strumentali materiali per l’anno 2022;
  • 6% per investimenti fino a 1 milioni di € per beni strumentali immateriali per l’anno 2022;

Questi crediti d’imposta possono essere estesi fino al 30/06/23 salvo che si investa un acconto pari al 20% del costo di acquisizione entro il 31/12/2022.

Crediti d’imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design

crediti d'imposta transizione 4.0

L’obiettivo è quello di incoraggiare gli investimenti privati in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica al fine di aumentare la competitività delle imprese e promuovere una transizione digitale che faccia leva sull’economia circolare e la sostenibilità ambientale.

Anche in questo caso la misura del credito d’imposta varia in base al tipo di attività. Vediamo nel dettaglio:

Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico

  • 20 % della relativa base di calcolo al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro fino al 31.12.2022.
  • nel 2023 la percentuale si abbassa al 10% nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

Alcune spese ammissibili:

  • spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo;
  • canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice anche di software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo;
  • spese per servizi di consulenza

Attività di innovazione tecnologica

  • 10 % della relativa base di calcolo al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro fino al 31.12.2023 .

Alcune spese ammissibili:

  • spese di personale impiegati nelle operazioni di innovazione tecnologica;
  • canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice anche di software utilizzati nei progetti di innovazione tecnologica;
  • spese per servizi di consulenza;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta.

Attività di innovazione tecnologica 4.0 e green

  • 15 % della relativa base di calcolo al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro fino al 31.12.2022;
  • nel 2023 la percentuale si abbassa al 10% nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro.

Attività di design e ideazione estetica

  • 10 % della relativa base di calcolo al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro fino al 31.12.2023 .

Alcune spese ammissibili:

  • spese di personale impiegati nello svolgimento delle attività di design e ideazione estetica;
  • canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice anche di software utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica;
  • spese per servizi di consulenza;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti impiegati nell’attività di design e ideazione estetica.

Credito d’imposta formazione 4.0

formazione 4.0

Questa agevolazione mira a facilitare la transizione digitale delle imprese attraverso l’acquisizione delle competenze nelle tecnologie abilitanti volti a realizzare l’auspicato cambiamento promessa della quarta rivoluzione 4.0.

Il credito d’imposta viene concesso nella misura del:

  • 70% delle spese ammissibili per le piccole imprese nel limite massimo annuale di 300 mila euro a patto che le attività formative siano erogate dai soggetti indicati con decreto del Ministro dello sviluppo economico e che l’acquisizione delle competenze siano certificate secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale;

  • 50% delle spese ammissibili per le medie imprese nel limite massimo annuale di 250 mila euro a patto che le attività formative siano erogate dai soggetti indicati con decreto del Ministro dello sviluppo economico e che l’acquisizione delle competenze siano certificate secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale;

  • 30% delle spese ammissibili per le grandi imprese nel limite massimo annuale di 250 mila euro.

Alcune spese e attività formative ammissibili

Spese:

  • spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;

Le attività formative dovranno svolgersi negli ambiti:

-delle vendite e del marketing,

– informatica, tecniche e tecnologia di produzione.

Chi sono i beneficiari?

Tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, di qualunque forma giuridica, settore economico di appartenenza, dimensione, regime contabile e indipendentemente dal sistema di determinazione

Il credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali tradizionali viene concesso anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

L’utilizzo del beneficio è subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e all’adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.


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2 risposte a “Digitalizzazione delle Imprese: il Piano Transizione 4.0”

  1. […] Per approfondimenti sulle spese ammissibili leggi il nostro articolo sul Piano Transizione 4.0. qui. […]

  2. […] Fine ultimo dell’operazione è quello di promuovere il mercato dei capitali per aiutare le startup a consolidarsi e crescere tenendo saldo nel tempo il rapporto con l’Europa, attraverso la realizzazione di un ecosistema di venture capital che possa consolidare la crescita delle aziende europee e renderle più competitive sui mercati, in modo da ridurre il crescente fenomeno delle acquisizioni di startup europee da parte di organizzazioni estere. Nel panorama italiano l’iniziativa e il contributo si legano anche con la vivacità del settore tech e si collocano perfettamente nel piano di azione per la digitalizzazione delle imprese, di cui fa parte anche il Piano Transizione 4.0. […]